Tu ci sei stato al Romics?

335467d7-6147-4627-8d5c-03a351bc4281Il mio venerdì sera è una spirale cosciente di autodistruzione. Torni a casa dopo una settimana di lavoro e lezioni. Torni a casa ubriaco. Non sai effettivamente come ci torni o cosa ci facciano quei mobili in mezzo al tuo percorso. Il tuo mignolo incontra il suo acerrimo nemico un paio di volte. Trattieni la bestemmia. Cerchi di non svegliare il cane che dorme. Fallisci. Ti fai sgamare da mezzo palazzo. Non sai come arrivi al letto. Ci entri vestito. Prendi il cellulare e vedi che sono le cinque. Metti la sveglia per il giorno dopo. Morfeo ti prende.

Suona la sveglia tre ore dopo. E’ il sabato del Romics.
E’ l’alba dei morti dementi.

Esci di casa e ascolti Google Maps. La calda voce femminile ti ricorda che un giorno Skynet ucciderà tutti perché hai sbagliato a girare alla rotonda. Vedi che il raccordo è bloccato. Ti consiglia il centro storico. La strada è più veloce. Arriverai prima. Arrivi due ore dopo. Fiera di Roma all’orizzonte. Fila per il parcheggio. Mi tocca pagare. Una dolce ragazza mi si avvicina. “Cinque euro”. Io le rispondo “Economica”. Non la prende bene. E’ troppo chiedere almeno un buongiorno? Vedo in lontananza una ragazza cicciottella con un costume in pile di Pikachu. Guardo il cruscotto della macchina. La temperatura segna 28 gradi. Un po’ mi dispiace per lei. Si gira ed ha un cartello FREE HUGS. Merita di soffrire. Cerco un posto auto. Ad una Lamù cade una sigaretta. Si china. Paradisiaco. Prendo in pieno un divieto di sosta. Controllo i danni all’auto. Bestemmio. Una signora con tre 9c675867-3614-426f-9a2b-df3cd2247f4fbambini mi urla contro. Parcheggio e vado alla cassa. Un miraggio in lontananza e una marea di persone in piedi. Guardo l’orologio ed entro in fila. Accanto a me una bambina di tre anni col papà. Perdo l’uso del timpano destro dopo cinque minuti. Odore di ascella pezzata alla mia sinistra. Penso al Karma ed al quanto sono una cattiva persona. Riguardo l’orologio. E’ passata un’ora. Sono alla cassa. L’adolescente brufoloso chiede dodici euro. “Sei più caro della parcheggiatrice.” Lui ride. Il papà ride. La bambina piange. L’ascella suda. Io entro.

Una frotta di adolescenti ritardati fotografa il culo ad una cosplayer. Mi sale il momento nostalgia. Proseguo ed inizio lo slalom tra segaioli e le cosplayer. Sul prato è momento picnic.

E’ il momento di entrare. Cappa di calore. Invasione del mio spazio personale ogni metro. Solita invasione di Harley Quinn. Si cammina a malapena. Una ragazza di fronte a me continua a sbattermi la mazza sul pacco. Mi fermo ad uno stand e compro un paio di numeri arretrati. La tipa fa lo stesso. Le cadono due euro. Si china a raccoglierli. Torniamo tra la folla. Fumetti come se piovesse. Gadget a fiumi. Il portafogli piange. Culi e tette al limite della pornografia. Area giochi da tavolo. Un quarantenne ciccione con fedora in testa gioca a carte hentai con un bambini di quattordici anni. Ci sono così tanti stereotipi e meme in questa immagine che non posso non fargli una foto. Mi avvicino e il ciccione mi sgama. Mi guarda male ma non reagisce. Il blocco empatico del nerd che è in lui non gli permette di incazzarsi. Mestamente se ne va a occhi bassi. Mi sento un po’ triste per lui. 4f8032c3-7fd3-47f5-a5d0-32c1439c1178Passa la cosplayer Giada Robin accanto a me. Mi perdo nei sui grandi “occhi” tondi e ballonzolanti. Inciampo dentro lo stand della Panini Comix. Mi vola una collector edition sul piede. Il mignolo, reduce della mattinata, mi ricorda che la vita non è un sogno.  Mostra di tavole di autori vari. La cultura non attira. Giro solo tra opere d’arte in china. Youtuber a pochi metri. Età media del pubblico dodici anni. Non ho la più pallida idea di chi ci sia sul palco. Parlano per meme e ripetono a pappagallo versi strani. Poppanti ridono ad ogni parola. Penso che si debba tornare al controllo demografico delle nascite. Cambio padiglione. Sfilata dei cosplayers in corso. Mi siedo un secondo. Un ragazzo in HulkBuster sale sul palco. Il cosplay è la fotocopia dell’armatura di Tony Stark in Avenger Age of Ultron. Gli applausi rimbombano. Prossimo contendente. Una rossa in bikini verde che dovrebbe assomigliare a Poison Ivy. “Involontariamente” inciampa e finisce a quattro zampe davanti a decine di adolescenti in esplosione ormonale. Standing ovation. Passa un’oretta. Guardo l’orologio. Esco dal padiglione sudato e fa freddo. Torno a casa distrutto ma col guadagno di sei graphic novel e un raffreddore. Mi contatta una Tarantella. Scrivi l’articolo o ti frusto.
Maledette Tarantelle.

 

Simone Zanella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...